Il film imperdibile stasera in tv: NEL REGNO DI NAPOLI di Werner Schroeter – sab. 15 luglio 2023

Nel regno di Napoli di Werner Schroeter, Rai Storia, ore 21:20. Sabato 15 luglio 2023.
Da domenica 16 luglio anche su RaiPay.
Pressoché invedibile se non, forse, in DVD. Raramente passato in tv, sicché stasera quella offerta da Rai Storia è un’occasione davvero imperdibile. Film oscuro e mitico, Nel regno di Napoli fu visto solo da pochi anche alla sua uscita, stagione 1978/79. Ovvero alla fine della nostra decade peggiore, per violenza diffusa e disgregazione di ogni tessuto civile, e insieme la più fertile per le sperimentazioni nei campi dell’espressività artistica. Fu allora che arrivò Nel regno di Napoli, film italo-partenopeo, per ambienti e adesione ai suoi personaggi, del tedesco Werner Schroeter, regista di cinema ma anche di teatro, autore di un corpus di opere assai vasto e diversificato, dal super8 al 35 mm. Attivo in quel Nuovo Cinema Tedesco di cui fu nome di spicco anche se mai collocato al centro, piuttosto in una posizione laterale, volutamente ai bordi. Affine, anche per la non celata omosessualità, a Rainer Werner Fassbinder, cui lo legava la passione per la Storia, rappresentata attraverso il filtro di una ipersensibilità melodrammatica. Ma se il mélo di riferimento per RWF era quello cinematografico, soprattutto Douglas Sirk, per Schroeter era quello operistico, di cui cercava di riprodurre i furori in un cinema cupo, notturno, pulsionale, attraversato da accensioni devastanti. Aveva dedicato un film alla diva del belcanto Maria Malibran, aveva eletto a proprio spirito guida Maria Callas, di cui intuiva la forza tellurica di deità mediterranea generatrice di Eros e Thanatos. Come Winckelmann e Goethe, suoi conterrai, Schroeter era attratto dal Sud italiano per quella sua latenza irriducibilmente classica e nello stesso tempo barbarica, per quella sua compulsione a ripercorrere la tragedia (e anche qui soccorre un altro Grande Tedesco, Friedrich Nietzsche). Appare quindi  inevitabile che a un certo punto della sua carriera Werner Schroeter (che sarebbe poi scomparso nel 2010 a Kassel a 65 anni) si sia dedicato a raccontare il nostro mezzogiorno, prima con questo Nel regno di Napoli, dopo con Da Palermo a Wolfsburg, Orso d’oro alle Berlinale.
In Nel regno di Napoli precipita chimicamente un’infinità di rimandi e suggestioni. Storia di una famiglia proletaria napoletana dal 1944, da quando i tedeschi lasciano la città, fino alla metà degli anni Settanta, si torce in un andamento che ricorda sia la tragedia classica che certi referenti moderni come Rocco e i suoi fratelli di Visconti. I due figli di Maria Pagano, Vittoria e Massimo, affrontano l’immediato dopoguerra e i primi segni del boom, che lì significa un’esplosione edilizia selvaggia. La ragazza cerca la sua emancipazione lavorando, ma rischierà di finire nel giro della prostituzione, per poi riscoprire la religione. Massimo diventerà un militante comunista senza però mai raggiungere una stabilità esistenziale. Intorno altre vite, a delineare l’affresco di una città che non ce la fa, come per una condanna atavica, a tracciare vie di salvezza per i suoi figli. Film che allora non fu granché capito in Ialia (e nemmeno oggi: basta scorrere internet per leggere commenti di una povertà sconfortante), ma che è ormai un classico. Nel suo furioso amore per la napoletanità, Werner Schroeter si addentra nei cunicoli inconsci di un luogo che sente remoto e insieme affine, adottando di volta in volta furibondi barocchismi, accensioni operistiche, deformazini neoespressioniste, rivisitazioni folkloriche e etnoreligiose. Tra gli attori Ida Di Benedetto, che qui trova la sua consacrazione come simbolo di una femminilità mediterranea estrema, ruolo che ricoprirà più volte nel corso della carriera.

Questa voce è stata pubblicata in Container e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.