La conseguenza (The Atermath) di James Kent (2019). Iris, ore 21:13, domenica 29 ottobre 2023.

Vincitori e vinti. Un film inglese del 2019 che indaga nella forma del melodramma (per quanto trattenuto e mai fiammeggiante) un’area tematica che a lungo è rimasta esclusa o è stata appena accennata dalla narrazione popolare e dal cineema mainstream, e tutt’al più entrata nei radar di certa storiografia accademica di non vasta circolazione: che cosa successe, dopo la fine della seconda gerra mondiale, tra chi ne uscì dalla parte dei trionfatori e chi da quella degli sconfitti? In La conseguenza siamo a Amburgo nell’anno 1946, nella città-porto della Germania settentrionale sotto occupazione alleata cumuli di macerie e miseria diffusa. Il colonello Lewis Morgan, inglese, incaricato in quanto architettetto dei piani urbanistici di ricostruzione post-bellici, chiama presso di sé da Londra la giovane moglie Raquel. La loro casa è una villa aristocratica carica di ricordi, da cui il proprietario tedesco Stefan Lubert non è stato espulso ma, per paternalistica magnanimità del vincitore Lewis, relegato in soffitta insieme alla giovane figlia Freda. Mentre ovviamente i Morgan si sono installati negli spazi migliori. Non sono facili, soprattutto inizialmente, i rapporti tra i due nuclei familiari, ma il tempo, e forse la comune difficoltà di quella vita tra le macerie non solo fisiche di Amburgo, avvicinerà Raquel al tedesco Stefan, appianando certe asperità soprattutto di lei. Mentre, sullo sfondo, la guerriglia insidiosa di un gruppo di tedeschi sconfitti ma non rassegnati segnale che la pace sarà un conquista difficile. Tutto si rivela infinitamente più complesso di quanto l’opposizione binaria occupanti-occupati potesse lasciare intendere. Ambiguità e sfumature e penombre che fanno di La conseguenza un oggetto filmico assai contemporaneo, lontano dagli schematismi di tanti film bellici e post-bellici in cui la linea di separazione tra vincitori e vinti ricalcava quella tra Bene e Male (con qualche rara eccezione, come Scandalo internazionale di Billy Wilder). Certo, ci sarebbe voluto un regista capace di dipanare la complessità e i grovigli di questo confronto e incastro tra due mondi, due appartenenze, due latti opposti eppure intersecantesi della Storia. Un Joseph Losey dei tempi belli, ad esempio. O lo stesso Wilder. Qui c’è solo un onesto mestierante di nome James Kent, che fa il suo lavoro alloggiando trame e personaggi nel format sicuro e tranquillo del period movie di confezione britannica, ovvero set e recitazione impeccabili, grandi ed esteriori eleganze da cinema per signora. A restare fuori o a essere solo sfiorate sono le incandescenze delle relazioni asimmetriche vincitori-vinti, dove anche le passioni le attrazioni, gli erotismi si fanno inevitabilmente goco e scontro di potere. Ma La conseguenza resta nonostate i suoi evidenti limiti una visione consigliabile. Con Jason Clarke (Lewis Morgan), Keira Knightley (Raquel Morgan), Alexander Skarsgård (Stefan Lubert).

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