Fondamentali. VIALE DEL TRAMONTO di Billy Wilder (stasera in tv, ven. 11/7/25)

Viale del tramonto di Billy Wilder (1950), Rai Movie, ore 21:10. Venerdì 11 luglio 2025.
sunset-boulevard1Capolavoro, capolavorissimo. Uno dei 10-film-da-salvare di tutti i tempi. Requiem sulla Hollywood Babilonia. Esequie del divismo com’era e del sogno del cinema (del sogno americano, del cinema americano). Tutte le ombre della Mitteleuropa e degli espressionismi weimariani scese a inghiottire Hollywod grazie alla presenza di Erich Von Stroheim, testimonianza vivente all’interno del film, dei mondi scomparsi di ieri, e dietro la macchina da presa del fuggiasco da Vienna e Berlino Billy Wilder. Con uno degli incipit più famosi di sempre, con un morto che parla galleggiante in una piscina. Da lì, da quella voce, si dipana à rebours la storia. Che è quella di un giovane soggettista-sceneggiatore assai ambizioso e assai spiantato che si ritrova per caso nella villa di quella che era stata la massima diva del cinema muta, Norma Desmond. La quale in quel suo eremo-santuario (del proprio culto), e quasi mausoleo, ora vive rinchiusa, come tumulata. Circondata dai ricordi e dai pezzi del mondo suo com’era, il mondo del suo fulgore divino. Feticci ammassati ovunque di una Hollywood aurorale e già intrisa di marcio, già sepolcrale. Decori da marchesa Casati al suo più estremo darkismo, di Art Nouveau e pure Déco conservati come in una teca. Mentre sullo schermo di casa gira un film di lei al suo acme. La signora, che è Gloria Swanson, come un’ape regina, come un ragno gigante, come una mantide, irretisce e imprigiona nella sua tela il giovane sceneggiatore, convincendolo a occuparsi della sceneggiatura che segnerà il suo trionfale ritorno al cinema. Se lo porterà a letto, saranno amanti, mentre a tutto assiste, devoto e silenzioso, il fedele maggiordomo e autista impersonato da Erich Von Stroheim, in realtà già suo mentore e regista di lei innamorato, al punto da accettare ora, pur di starle accanto in quel delirio, di esserle servo. Quando Joe Gillis cercherà di tornare a una vita per così dire normale, a lasciare quel mondo di tenebra per un banale sole californiano, e per un amore qualsiasi, lei perderà la testa. Gran finale, ipnotico. Dove la folle Norma realizza paradossalmente il suo sogno divistico di ritorno sul set. Gloria Swanson immensa, e coraggiosa nell’usare se stessa, il proprio personaggio, il proprio passato da star per metterli al servizio di questa riflessione macabra e spietata sul cinema. Puro cinema nel cinema, cinema sul cinema. William Holden è la carne viva immessa in un mondo marcio e dunque destinata a corrompersi.

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