Il film stasera in tv è È ANDATO TUTTO BENE di François Ozon/ mart. 14/7/26

È andato tutto bene di François Ozon, 2021. Rai 3, ore 21:15, martedì 14 luglio 2026.
Nel funambolico eclettismo di François Ozon (ha davvero girato di tutto e di tutti i generi e sottogeneri e non-generi) c’è stato spazio anche per questo film che tratta un tema socialmente, esistenzialmente, eticamente rilevante come l’eutanàsia. O chiamatela come volete: buona morte, fine vita coadiuvata, suicidio assistito (lo so che ci sono delle differenze tra queste categorie, ma insomma ci siamo capiti). Tutto nasce da un libro autobiografico, bestseller in Francia, di Emmanuelle Bernheim in cui l’autrice racconta, più nel tono della pietà filiale che del resoconto cronachistico o del pamphlet impegnato, la collaborazione fornita al padre nella sua decisione estrema: andare in Svizzera e farsi comminare “la buona morte”, se ricordo bene secondo un protocollo che prevede ingestione in due tempi di psicofarmaci letali. Ozon della Berheim era amico e quando lei a sua volta muore (non “assistita”) decide di metterne in cinema il memoir. E lo fa con una misura, con una calcolata giusta distanza, con un rispetto ammirevoli. Il film è stato presentato a Cannes nel 2021, nella prima edizione post-Covid ed è moderatamente piaciuto. Nessun entusiasmo, nessun premio. Ma si merita una visione attenta e partecipe. André (un ottimo André Dussolier) a 85 anni ha un ictus. È sempre stato un uomo indipendente, libero, di una libertà non priva  di risvolti narcisistici. Ha avuto due figlie, è stato sposato ma ha anche vissuto più relazioni omosessuali, creando in famiglia non poche tensioni e sofferenze. Ora, costretto all’immobilità, decide di andare in Svizzera a darsi la “buona morte” e chiede a Emmanuelle, la più legata a lui delle due figlie, di supportarlo. La richiesta fa scattare nella figlia nonostante tutto devota a quel padre capricccioso e egoriferito l’inevitabile tempesta emotiva (sarà quella richiesta l’ennesimo narcisismo di un uomo che a tutto ha sempre anteposto la propria efficienza fisica, il proprio fascino e che non può accettare di vedersi in quelle condizioni?). Oltre che una serie di dilemmi etici laceranti. Ma deciderà di stare dalla parte del padre. Grazie al cielo Ozon riesce ad astrarsi dal dibattito che ben conosciamo sull’eutanasia e mostra, racconta, non predica, non dà lezioni. La partita nel suo film si gioca tutta all’interno del rapporto tra padre e figlia, diventa un problema squisitamente intimo.Più che all’idea astratta della buona morte Emmanuelle cede all’ennesima richiesta di un uomo che ha sempre messo sé stesso sopra tutto e tutti. Gran bel film. E Sophie Marceau fornisce una dele sue prove migliori. Da non perdere. È andato tutto bene è la frase convenuta con la signora che comminerà la pozione fatale (una inquietante  Hanna Schygulla)) per la conferma che tutto è successo, tutto è finito. C’è oltre a Schygulla un altro monumento del cinema, Charlotte Rampling, quale ex moglie pluritradita.

Questa voce è stata pubblicata in cinema, Container, film, film in tv e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.