Film stasera in tv: ‘Morte di un commesso viaggiatore’, regia di Volker Schlöndorff, merc. 26/08/26

Morte di un commesso viaggiatore di Volker Schlöndorff, 1985.
Rai Movie, ore 23:00, mercoledì 26 agosto 2026.
Uno dei vertici di quella fondamentale stagione del teatro americano che tra fine anni Quaranta e anni Cinquanta vide all’opera drammaturghi come Arthur Miller (questo Morte di un commesso viaggiatore è suo), Clifford Odets, Tennesseee Williams. Eugene O’Neill. Qui il tedesco, ma regista assai cosmopolita, Volker Schlöndorff (Palma d’oro a Cannes e Oscar per Il tamburo di latta) prende l’ennesima messinscena di Broadway di Death of a Salesman –  siamo nel 1985 – e la traduce in cinema introducendo nel ferreo realismo dell’opera qualche prudente nota fantasmatica, visionaria, pur salvaguardandone il nucleo di denuncia del sogno americano e dei suoi inganni.
Il sessantenne commesso viaggiatore Willy Loman è ormai a fine carriera, stanco, disilluso, esacerbato dal fallimento. Ma le cose non vanno meglio nemmeno sul fronte interno della famiglia a causa dei conflitti che lo oppongono continuamente ai due figli. Loman in tanta desolazione si convince di avere una sola chance, suicidarsi per far incassare alla moglie i soldi della sua assicurazione sulla vita.
Un classico che non ha mai smesso di essere rappresentato, amatissimo dai grandi attori-mattatori che vedono in Loman un ruolo in cui dispiegare il proprio istrionismo. Stavolta c’è un Dustin Hoffman invecchiato dal make-up a confronto con un giovane e rampante John Malkovich. Il film è anche l’occasione per rivedere al lavoro Volker Schlöndorff, regista che si è mosso tra Germania, Francia, Stati Uniti, che dagli inizi negli anni Sessanta nell’ambito del Nuovo Cinema Tedesco (in compagnia di Fassbinder, Kluge, Herzog e di Margarethe Von Trotta, allora sua moglie) ha fatto lunghi giri tra generi e culture: fino a quell’Heimsuchung (Visitation) presentato lo scorso maggio al festival di Canne in cui si ripercorrono settant’anni di storia tedesca a partire dall’era di Weimar. Per me comunque rimane sempre il regista del folgorante I turbamenti del giovane Törless tratto da Musil: era il 1966, era il suo primo film.

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