
Succederà questa notte di Nanni Moretti. Con Louis Garrel, Jasmine Trinca, Angela Finoccchiaro, Hippolyte Girardot, Melina Åkerman, Elena Lietti, Andrea Lattanzi, Antonio De Matteo, Nanni Moretti. Voto 6 e mezzo
La notizia è che Nanni Moretti ha subito una mutazione genetica e si è trasformato in Claude Lelouch. Lo si era già intuito nel precedente poco riuscito Tre piani, adesso la conferma. E ripensandolo oggi alla luce di quanto s’è visto qui a Venezia in Succederà questa notte, quello smacco sembra più una prova, un esperimento, l’inevitabile prezzo da pagare per arrivare a quello che non si mai stati e a quanto non si è mai fatto. Scordatevi Bianca, Palombella rossa, Sogni d’oro, i “classici di Nanni” intorno al suo doppio Michele Apicella, scordatevi l’autoreferenzialità (come diceva Dino Risi? “Moretti spostati che voglio vedere il film”), qui il riverito maestro di Monteverde si cimenta più con il resto del mondo che con sé stesso e le proprie repliche buttandosi sul romanzesco, il popolare, il girotondo dei sentimenti e delle passioni, le storie intrecciate, l’amour fou. Insomma il feuilleton. Una donna conosciuta e subito amata e inseguita per tutta una vita e, in mezzo, altri amori, matrimoni, altre storie. E le generazioni che si succedono, i figli che nascono, si fanno grandi e pure loro si innamorano. Il circo (o il ciclo?) della vita. Claude Lelouch appunto, non tanto quello di Un uomo, una donna, piuttosto quello dei film complessi e multitrama che attraversano decenni di storia novecentesca, affollati di personaggi che si incontrano, si lasciano, si perdono, si ritrovano. Boléro o Tutta una vita.
L’iracondia morettiana, il suo accendersi e indignarsi, quel suo peculiare approccio al mondo nutrito di sprezzatura sarcastica qui si smorzano, tutt’al pù riemergendo a frammenti come vestigia del proprio passato (il dialogo col prete sulle campane, la madre che umilia la giovane nuora), mentre lo spazio narrativo è occupato integralmente da un complesso affresco familiare ispirato come già Tre piani a un libro dell’israeliano Eshkol Nevo nel quale predominano altri toni: il crepuscolarismo, perfino la dolcezza degli affetti, la pacatezza di chi si è riconciliato con il mondo. Anche se poi nella mutazione si direbbe che siano più le cose perse di quelle guadagnate.
Succederà questa notte è una rom-com ed è melodramma, senza però riuscire a raggiungere i vertici degli specialisti di entrambi i generi. Comunque condotto con una scioltezza e anche felicità nel narrare, con un garbo, una grazia, una levità, una classe che bisogna riconoscere. Ridotto al suo scheletro narrativo, il film è l’innamoramento irreversibile di un giovane uomo per una donna che gli compare un giorno all’improvviso vestita da sposa sul campo da tennis su cui sta giocando. La ritroverà casualmente su un set in Spagna, la perderà, (forse) la ritroverà per sempre. Perché, sentenzia un personaggio minore, come gli occhi o le mani, anche gli incontri nella vita sono doppi.
Intorno ai due personaggi guida altri uomini e donne, altre trame. Che Moretti abbia deciso di cambiare passo lo si vede subito dalla prima scena, ambientata non nella sua Roma ma a Oslo (Oslo! che Moretti abbia visto la Trilogia degli affetti di Haugerud?), a segnalare che c’è stato una dislocazione e un salto quantico nel suo cinema. Non tutto funziona allo stesso modo, alcune figure sono poco interessanti, come quelle dei figli (troppo ben riuscito e perfetto il figlio di lui, troppo problematica come da cliché sull’adolescenza la figlia di lei), tutta la parte del concerto di Springsteen è goffa: il morettismo inteso come categoria esistenziale, di pensiero, di gusto non si sposa bene con l’entusiasmo fragoroso dei fan di una rockstar (vedendo il padre del protagonista che da fan del Boss lo insegue nel suo tour europeo mi è venuto in mondo Thierry Frémaux, il direttore artistico e delegato generale del festival di Cannes quando nel suo libro autobiografico Cannes Confidential confessa di appartenere alla schiera degli entusiasti di Springsteen disposti a fatiche e trasferte pur di non perdersi una sua esibizione live). Moretti ha anche avuto la fortuna o il merito di aver trovato in Louis Garrel un perfetto alter ego più giovane, un Garrel che non sbaglia niente, una postura, un’inflessione, uno sguardo e che si carica sulle spalle il film e lo porta al traguardo. Ed è anche la sua presenza a far pensare che Succederà questa notte è più affine a certo cinema francese che italiano, quello di Lelouch certo, ma anche di Garrel padre e di Truffaut.
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