20 film stasera in tv (sabato 4 gennaio 2020)

Un giorno come tanti (Labor Day)

In ordine di sparizione

Gli angeli con la faccia sporca

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La trilogia Ritorno al futuro su Italia 1: il primo film alle 19:26, il secondo alle 21:46, il terzo alle 23:54.
Super 8 di J.J. Abrams, Paramount Network, ore 20:08.
Tutto tutto niente niente di Antonio Albanese, Rai 3, ore 20:30.
Gli angeli con la faccia sporca di Michael Curtiz, Rete Capri,ore 21:00.
Questi fantasmi di Renato Castellani (da Eduardo De Filippo), Rai Storia, ore 21:10.
Mission: Impossible 2 di John Woo, canale 20, ore 21:11.
Risvegli di Penny Marshall, la7d, or 21:30.
Dal mitologico libro di casi clinici di Oliver Sacks un film che resta parecchio al di sotto della sua fonte. Il bizzarro, il surreale, il sorprendente, perfino il poetico negli effetti su pazienti in coma della somministrazione di un farmaco sperimentale. Risvegli sì, ma, dopo, vite che poco somigliano a quelle precedenti il lungo sonno e sembrano reinventarsi oltre ogni immaginazione. Come una rinascita. Con Robert De Niro e Robin Williams. Se l’avesse girato David Lynch.
Point Break di Kathryn Bigelow, Spike, ore 21:30.
Shark 3D, Italia 2, ore 21:30.
B-movie australiano incredibilmente presentato qualche anno va alla mostra del cinema di Venezia fuori concorso (e ricordo ancora gli occhi sgranati e stupefatti di pubblico e critici di fronte a un film così poco festivaliero). Dopo uno tsunami alcuni ragazzi restano incastrati in un supermercato, in pessima compagnia di due squali, il resto ve lo potete immaginare. Forse ispiratore di un buonissimo horror del 2019, Crawl di Alexandre Aja (celebrato dal solito Tarantino), dove a invadere i territori umani dopo una piena sono alcuni mostruosi alligatori.
Uno sguardo dal cielo di Penny Marshall, Nove, ore 21:35.
In ordine di sparizione di Hans Petter Moland, Rai 4, ore 22:57.
Il prescelto di Neil LaBute, Iris, ore 23:06.
I babysitter, canale 20, ore 23:33.
Produzione Colorado del 2016 he importa una commediaccia francese e la riadatta ai nostri climi e latititudini. Che non son mai stati terreno propriamente adatto a una simile  comicità lercio-giovanottesca. Ma l’operazione a modo suo ha funzionato, generando anche qualche euro di incasso. Un riccastro (Abatantuono) affida a uno dei suoi fantozzeschi impegati, Andrea, il babysitteraggio del figlio durante una sua assenza. Ma gli amici di Andrea invaderanno la villona per far festa e sarà l’inizio di una serie di avventure e disavventure surreal-volgari. Con Francesco Mandelli e Paolo Ruffini.
The Mexican di Gore Verbinski, la7d, ore 23:45.
Ancora una volta il Messico come luogo pulsionale, com terra di estroversione degli istinti belluini: un topos del cinema americano. Film del discontinuo Verbinski con una gran coppia di star, Brad Pitt e Julia Roberts. Cosa che non ne garantì il successo, anzi. Lui è un lavoratore della malavita che va giù oltre la Frontera per recuperare per conto del suo capo una mitica arma chiamata The Mexican. Sarà l’inizio di un incubo.
La mazurka della santa, del barone e del fico fiorone di Pupi Avati, Iris, ore 0:52:
Un giorno come tanti (Labor Day) di Jason Reitman, Rete 4, ore 23:37.
Da noi non lo andò a vedere nessuno, questo film del 2013, mentre negli Usa ottenne un buon successo anche per la prestazione, al solito notevole, di Kate Winslet e per la regia dello scaltro e sempre assai professionale Jason Reitman di Juno. Un evaso viene trovato ferito da un ragazzino che se lo porta a casa dalla madre, senza naturalmente sapere niente di lui, della sua identità, della sua fuga. Adele e il figlio Henry si ritroveranno ostaggi di Frank l’evaso, mentre fuori infuria la caccia. Ma scopriranno anche, nella convivenza forzata, come quell’uomo braccato sia capace di comprensione, empatia, affetto. Di più non si può dire, ma potete immaginare quanto succederà tra Frank e la madre single Adele. Grande Winslet, ma anche Josh Brolin quale bruto di buon cuore mette a segno un’ottima interpretazione.
W la foca di Nando Cicero, Rai Movie, ore 0:35.
Oltraggioso titolo di uno delle più celebri commedie erotiche del nostro cinema bis. Era il 1982, il pubblico stava passando in massa alla tv commerciale, ogni mezzo era lecito per trattenerlo in sala, e fu sesso su grande schermo benché combinato con la risata all’italiana. Storia e carriera di una ragazza veneta approdata a Roma in cerca di fortuna: riuscirà a farsi strada, come una cinica avventuriera alla Moll Flanders, anche se non esattamente nel campo dello spettacolo come sperava. C’entra un foca, che gioca qui  il ruolo tra l’incongruo e il surreale che era del leopardo in Susanna! di Howard Hawks (si parva licet). Lory Del Santo nel ruolo della vita. Dietro la mdp Nando Cicero, il regista più portato alla deformazione grottesca del nostro cinema bis. W la foca, tanto denigrato dalla critica established alla sua uscita, otterrà poi la rivincita approdando trionfalmente nel 2004 al festival di Venezia quale imprescindibile titolo di una retrospettiva dedicata al nostro cinema di genere (tra i curatori credo ci fosse Marco Giusti).
Lemony Snicket, Paramount Network, ore 0:00.
Doveva essere il primo di una serie di film tratti dai libri per l’infanzia dell’americano Lemony Snicket (pseudonimo dietro cui si nasconde un signore di nome Daniel Handler). Ma il moderato successo ha evidentemente fatto desistere i produttori che detengono i diritti, e la saga si è aperta e chiusa subito con questo episodio numero 1. Che però non è male. Una storia alla Dickens, di ragazzini costantemente in pericolo e minacciati da un adulto-mostro, in una Londra vittorianoa e fumigante assai steampunk. I tre piccoli fratelli Baudelaire, tutti dotati di speciali capacità (no, non superpoteri), una volta rimasti orfani finiscono nelle sgrinfie del conte Olaf, il quale vorrebbe eliminarli per impossessarsi del loro patrimonio. I tre ne passeranno di ogni, ma ovviamente se la caveranno. Con Jim Carrey nella parte del perfido, e immaginate i ghigni, Meryl Streep e il Timothy Spall che lo scorso maggio ha vinto a Cannes il premio come miglioreper il Mr. Turner di Mike Leigh. Fotografia di Emmanuel Lubezki, oggi uno dei più quotati nel ramo (sua la fotografia di tanto Malick, oltre che Gravity e Birdman).

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