Film stasera in tv: HOW TO HAVE SEX di Molly Manning Walker/ ven. 3/7/26

How to Have Sex di Molly Manning Walker, 2023. Cielo, ore 21:15, venerdì 3 luglio 2026.
Il film vincitore, abbastanza a sorpresa, al fesival di Cannes 2023 della sempre più decisiva sezione Un certain regard, quella dei saranno famosi, l’incubatore di nuovi talenti pescati in tutto il mondo. Opera di una giovane regista inglese, Molly Manning Walker, che di lì a due anni sarebbe stata promossa a presidente della giuria proprio di Un Certain Regard (e la ricordo in quell’occasione in rigoroso abito maschile scuro assegnare il massimo premio al queer movie La misteriosa mirada del flamenco del regista cileno Diego Céspedes, a sua volta promossa giurato nel recentissimo Caannes 2o26, e addirittura nella giuria del concorso priuncipale, quello che assegna la Palma d’oro. Tipica mossa di Cannes. Che gli autori li scopre,  li lancia, li valorizza, li consacra non solo premiandoli ma anche collocandoli poi strategicamente in qualche giuria, mettendoli in vetrina. Un cursus honorum ben oliato. Quest’anno è stata chiamata a far parte della giuria di Un certain regard la nostra Laura Samani, la regista triestina di Piccolo corpo – lanciato a suo tempo proprio a Cannes – e Un anno di scuola. È un ottimo segno che il Dio del festivàl la tiene d’occhio e nella giusta considerazione).
Allora: How to Have Sex. Che non è il solito titolaccio overpromising e sensazionalistico, ma riflette assai fedelmente quanto vediamo nel film di Molly Manning Walker. Ecco la diciassettenne britannica Tara nell’estate della sua maturità, intesa come esame scolastico, ancora in attesa dei risultati da cui dipenderà la possibilità o meno di andare al college. Lei, con le sue complicazioni adolescenziali, teme di non farcela, anzi si vede già esclusa. Ulteriore indizio, questo accenno agli esami da suoerare, che ci troviamo in un racconto liminale, di confine, in un classicissimo percorso di formaziona di una ragazza sul bordo dell’età adulta divsa tra paure e desideri.
La vediamo sbarcare in Grecia, a Creta, insieme a due amiche. Obiettivo, raggiungere Malia, uno di quei postacci mediterranei tutto cemento a bordo mare tirati su apposta per giovani turisti nord-europei, soprattutto inglesi, ansiosi di stordirsi in uno svacco vacanziero tra sole, mare e eccessi di ogni tipo. Consumo di alcol senza limiti e di ogni possibile droga, sballi al suono martellante della techno, notti senza fine a farsi e strafarsi per poi collassare per strada in mezzo al proprio vomito e al proprio piscio. E sesso e ancora sesso, con chiunque. Sesso immediato, promiscuo, non necessariamente in coppia e non solo nella declinazione etero. Malia è uno di quei paradisi-inferni, di questi non-luoghi senza regole dove tutto è permesso in cui si è specializzata soprattutto la Spagna. Avete in mente quelle foto agghiaccianti da Magaouf pubblicate qualche anno fa da un sito dove si vedeva gente svenuta per strada per troppa birra e troppe pastichhe o beccata a scopare in pubblico? Ecco, How to have sex è esattamente quello. Tara e le amiche ben più sgamate e sfacciate di lei si installano in un hotel e subito fraternizzano con dei vicini di camera più o meno bellocci, più o meno scatenati. Tra tutte Tara è la più riservata, la meno in sintonia con quell’ambiente. È ancora vergine e ovviamente le due amiche la incitano a trovarsi al più presto un ragazzo con cui liberarsi di quel peso, del resto nessun posto meglio (peggio) di Malia si addice allo scopo. A impressionare è soprattutto il ritratto, senza reticenze, di questa deboscia di massa. Di questa ossessione collettiva a superare il limite. Deboscia che counvolge ragzze e ragazzi allo stesso modo, Con sequenze che non si dimenticano, come ragazze chiamate sul palco durante uno show a praticare un blow job. Ma c’è un altro film parallelo e un più nascosto dentro How to Have Sex. Composto dalle incertezze adoscenziali di Tara, dal suo sentirsi fragile e impotente di fronte alle regiole e alle non regole dell’attrazione, alla sessualità, alle relazionicon il mondo dei maschi. Un personaggio alla Jane Austen però scagliato nel più sfrenato degli ambienti immaginabili. Tara dovrà affrontare, come vuole lo schema del racconto di formazione, difficoltà e anche momenti drammatici, dovrà misurarsi con il desiderio e il limite posto al desiderio dal principio di realtà. Poi tornerà casa, anche se non sappiamo se quella linea con l’età adulta l’abbia varcata o no.

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