Capolavoro stasera in tv: APOCALYPSE NOW di Francis F. Coppola – merc. 26/08/26

Apocalypse Now di Francis Ford Coppola, 1979.
Iris, ore 21:12. mercoledì 26 agosto 2026.
Stando al minutaggio indicato nei palinsesti Mediaset (150′ circa), questa di stasera dovrebbe essere la versione origiale proiettata a suo tempo al cinema, non una delle successive restaurate e reintegrate da Coppola di parti allora tagliate come quella dei coloni francesi interpretati da Aurore Clément e Christian Marquand. Parte che qui dunque manca completamente.

Coppola e Storaro sul set

Coppola e Storaro sul set

Capoavoro vero. capolavoro oltre il tempo e le mode momentanee. Nella lista che il mensile inglese di cinema Sight & Sound ha pubblicato nel 2022 dei film più grandi della storia del cinema, Apocalypse Now di Francis Coppola si è piazzato al diciannovesimo posto. E aldiciotesimo in quella redatta sulla base del voto delle centinaia di registi interpellati. Risultati che certificano la statura del film, il primo grande war movie senza bellicismi e sventolar di bandiere, in sintonia con gli anni Settanta assai antimilitaristi in cui fu concepito (AN apparve nel 1979, e fu subito Palma d’oro a Cannes). L’ho rivisto non molto tempo fa e devo dire che regge molto bene drammaturgicamente la storia del soldato Willard che via acqua risale il Vietnam fino a raggiungere il santuario cambogiano dove il delirante colonnello Kurz si è costruito il suo regno fuorilegge. Che è poi una geniale riscrittura di Cuore di tenebra di Conrad da parte del trio di scenggiatori Francis Coppola-John Milius-Michael Herr.
Impressiona la potenza visiva del film che, visto sullo schermo di casa in HD, mantiene intatta rispetto ad allora tutta la sua grandeur. A convincere meno è certa pesantezza ideologica nella prima parte, molto figlia di quegli anni e che oggi mostra qualche ruga. Ma sono quisquilie rispetto all’immensità del film. Naturalmente resta la potenza dell’affresco, restano le ormai storiche sequenze come l’arrembante carica degli elicotteri e lo spettacolo a uso delle truppe nella giungla (anzi, jungla). E naturalmente c’è il Kurz di Marlon Brando, che già da solo basterebbe. L’ultima parte, che si sarebbe detta la più letteraria e a rischio imbolsimento e trombonismo, e anche a maggior rischio deterioramento col passare del tempo, mantiene invece tutta la sua carica perturbante. Vittorio Storaro fa miracoli con la luce, qualcosa che non si era mai visto e non si sarebbe più visto al cinema. Film di fuoco, di fiamme che si accendono nella notte, nella foresta, nell’orrore.

 

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