29 FILM stasera in tv (domenica 22 agosto 2021)

Argo

Bacio mortale

Rosso Istanbul

Benvenuti a casa mia

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Il commissario Lo Gatto di Dino Risi, Cine34, ore 21:05.
Serata Risi su Cine34 con tre film: questo, non dei più famosi, è il primo, collocato in prime time si immagina per la presenza di Lino Banfi. Banfi, ecco, che arriva nel cinema di Risi dopo gente come Tognazzi, Gassman, Sordi, Vitti. E che è qui un commissario trasferito per punizione – aveva osato farsi qualche domanda di troppo su un omicidio in Vaticano – nell’isola di Favignana, bella e surriscaldata. Dove una ragazza dalle frequentazioni importanti a un certo punto sparisce senza lasciare traccia. Sarà Lo Gatto tra molti ostacoli e depistaggi a indagare. Del 1987.
Twister di Jan De Bont, canale 20, ore 21:09.
Disaster-movie della sottovariante con tornado. Una specialista in cicloni ha messo a punto un apparecchio da lanciare nel vortice onde studiarne dinamica e genesi. Ma se la dovrà vedere con un altro cacciatore di tornado deciso a scoprire il chiamiamolo così segreto ciclonico prima di lei. Film degli anni Novanta. Me lo ricordo non male. L’apparecchio si chiama Dorothy, in chiaro omaggio a Il mago di Oz. Protagonista l’Oscar Helen Hunt.
Stone di John Curran, Paramount Network, ore 21:10.
Un poliziesco-carcerario non così solito, con tinte di thriller piscologico e un gran duello attoriale tra Robert De Niro e Edward Norton. Il primo è un agente incaricato in una prigione di vagliare le richieste di libertà vigilata, il secondo è un detenuto che a quell’obiettivo punta. E che cerca di influenzare e manipolare l’agente per strappare il consenso a un permesso che gli potrebbe cambiare la vita. Con Milla Jovovich. Del 2010.
Benvenuti a casa mia di Philippe de Chauveron, Rai Movie, ore 21:10.
Un mio piccolissimo guity pleasure questo film francese che abborda nei modi della commedia popolare cose sensibili come la coabitazione multicuturale e l’accoglienza dell’altro, lo straniero, il differente, l’irriducibilbile alla nostra norma (e, specularmente, l’ipocrisia dei political-corretti pronti alla predica virtuosa quanto restii a passare alla pratica). Sarà che trovo Christian Clavier, l’attore protagonista, sempre perfetto quando si insacca nella parte del francese medio, del borghese costretto a confrontarsi con l’irruzione del non conosciuto nella sua vita.
In un dibattito televisivo il bourgeois di sinistra Jean-Etienne Fougerole, neo-autore del libro A braccia aperte in cui auspica una Francia plurale, inclusiva, polietnica, si scontra con il rappresentante della destra Barzach. Che provocatoriamente gli chiede: ma lei che tanto invita all’accoglienza se li prenderebbe in casa degli immigrati? Succede che una famiglia di rom venuti dall’Est Eropa e alloggiata in una roulotte non lontano dalla villa di Fougerole dopo aver saputo del libro (e del dibattito in tv) si autoinviti in  casa sua. E l’illuminato e riflessivo inteltettuale non potrà certo chiamare la polizia. Potete immaginare cosa si sprigionerà dalla convivenza. Me lo ricordo non finissimo, però divertente assai, finalmente scorretto, con quella capacità che un tempo era della commedia all’italiana di svoltare in risata anche i temi più bollenti.
Sacco e Vanzetti di Giuliano Montaldo, Rai Storia, ore 21:10. Anche su RaiPlay.
Argo di Ben Affleck, Iris, ore 21:12.
Vento di passioni di Edward Zwick, Cielo, ore 21:15.
Ricchi di fantasia di Francesco Miccichè, Rai 1, ore 21:25.
Dopo una lunga militanza in tv Francesco Micciché (figlio del critico Lino) è passato al cinema realizzando questa commedia con due attori molto amati come Sergio Castellitto e Sabrina Ferilli. I due, amanti da tempo, credono di aver vinto alla lotteria quache milionata di euro. In realtà trattasi di scherzo atroce di colleghi e amici, ma loro non lo sanno. E credendosi ricchi decidono di cambiare vita, mollare i rispettivi coniugi, correre insieme verso un futuro che immaginano radioso. Quando sapranno della beffa sarà difficile fare retromarcia. Mah. L’idea della vincita alla lotteria è vecchia almeno quanto il cinema.
L’ereditiera di Agnieszka Holland, Tv 2000, ore 21:27.
Non amo particolarmente la regista polacca, da molto tempo attiva su un vasto scacchiere internazionale, Agnieszka Holland, gran mestierante non però dotata di finezza e leggerezza. Devo ammettere comunque che negli ultimi anni, forse corroborata dal ritorno in patria e dai ritrovati climi mitteleuropei, ha saputo riproporsi con un paio di film, entrambi visti alla Berlinale, robusti e interessanti come Mr. Jones e The Charlatan (uscito da poco anche nei cinema italiani). Questo L’ereditiera, da lei realizzato tra America e UK nel 1997, altro non è che la seconda cineversione del romanzo di Henry James Washington Square dopo quella di William Wyler nel 1949 con la mitologica coppia Olivia De Havilland-Montgomery Clift. Storia che oggi temo non si potrebbe più scrivere e cinerealizzare perché imputabile di body shaming: difatti Catherine, la protagonista, è una ragazza di ottima famiglia (siamo nella New York del secondo Ottocento) però poco avvenente, insignificante, sovrappeso. Brutta. Difficile che trovi marito, le fa intendere l’amorevole ma disincanato padre. E quando a corteggiarla arriva il troppo figo Morris ecco che il genitore l’avverte: non ti ama, punta solo alla tua cospicua dote. L’ingenua non gli erede, anzi decide di rinunciare ai soldi, convinta che lui l’amerà lo stesso. Sarà amarissima delusione. Ma non finisce qui, il resto è meglio non dire anche se Henry James è un classico di cui tutto si sa. Storia per niente consolatoria anzi spietata nella sua fattualità, messa in cinema da Holland con professionalità ma senza grazia, qualità di cui è sprovvista. Jennifer Jason Leigh e Ben Chaplin prendono il posto che era stato di De Havilland e Clift, Albert Finney è il cinico genitore, Maggie Smith la zia.
Premonition di Mennan Yapo, tv8, ore 21:30.
Allarme rosso di Tony Scott, Nove, ore 21:35.
Spy-action del 1995 firmato Tony Scott, un regista da riconsiderare, troppo spesso derubricato a fratello minore (in ogni senso) di Ridley. Allarme rosso intercetta le paure di quegli anni verso la nuova e instabile Russia eltsiniana nata dal collasso dell’Unione Sovietica, quando in Occidente ci si interrogava su chi avrebbe potuto tenere sotto controllo l’arsenale atomico dell’ex Urss. Qui si immagina che uin generale russo nazionalista e dissidente si impossessi di una base artica e da lì minacci con armi nucleari Stati Uniti e non solo. A un sommergibile Usa viene comandato di fare rotta verso quella esplosiva piazza e di disinnescare la minaccia. Cast lussuosissimo: con Denzel Washington, attore-feticcio di Scott, ci sono Gene Hackman, James Gandolfini e Viggo Mortensen.
La moglie del cuoco di Anne Le Ny, Rai Movie, ore 22:50.
Commedia fracese del 2014 di finezze e ombreggiature, commedia al femminile ma grazie a Dio senza proclami, sventolii di gagliardetti e dichiarazioni di engagement. Marithé si occupa di formazione, mestiere in cui eccelle: un giorno le si presenta una elegante e affluente signora, Carole, moglie di uno chef bello e famoso che, dichiarando la propria insoddisfazione, è in cerca di un lavoro che le consenta di ‘realizzarsi, di credere in se stessa, ecc. Comincia il ‘percorso’ sotto la guida dell’attenta Marithé e i risultati cominciano a vedersi. Ma mentre Carole si allontana dal marito assaporando il gusto dell’autonomia, sarà Marithé, la donna già emancipata, a innamorarsi dello chef. Sottile, perciò interessante. Con Emmanuelle Devos (Carole), Karin Viard (Marithé) e uno dei migliori attori francesi oggi su piazza, Roschdy Zem.
In nome del popolo italiano di Dino Risi, Cine34, ore 22:59.
Il segreto di Jim Sheridan, Rai 5, ore 22:59. Anche su RaiPlay.
Terribile mélo dell’irriconoscibile Jim Sheridam (Il mio piede sinistro) su una signora quasi centenaria dalla vita tribolata. E con un segreto mai confessato. Coinvolte nell’imbarazzante operazione Vanessa Redgrave e Rooney Mara.
Il negoziatore di F. Gary Gray, Paramount Network, ore 23:00.
Ted di Seth MacFarlane, canale 20, ore 23:24.
Attenti alle vedove
di Richard Quine, Tv 2000, ore 23:25.
Con Doris Day e Jack Lemmon, una coppia che da sola merita la visione. Commedia dei tardi anni Cinquanta che non fu un successo e finita ben presto nel cono d’ombra. Da recuperare.
Guilty of Romance di Sion Sono, Cielo, ore 23:35.
Get on Up di Tate Taylor, Iris, ore 23:40.
iopic del 2014: vita, storie e musica di james Brown, il signore del soul scatenato. Vita difficile, come spesso per le voci superstar: nato in famiglia disagiata e complicata, James Bown viene lasciato da bambino in un bordello (ricorda qualcosa? già, successe lo stesso a Edith Piaf). Coppia meravigliosa di interpreti: Brown è lo scomparso e molto rimpianto Chadwick Boseman (quanto ci manca la sua regalità), Viola Davis è la madre. La coppia si riformerà qualche anno dopo, con Boseman già minato alla malattia, per Ma Rainey’s Black Bottom, altra bio musicale (su Netflix).
Rocky Balboa di Sylvester Stallone, Nove, ore 23:50.
Incredibile Rocky numero 6, girato molto dopo la prima serie, nel 2008. Tardo, patetico, postumo (filmicamente) di se stesso. Un Rocky ormai quasi sessantenne che torna sul ring contro il campione del mondo. Pazzesco. Sintomo dell’incapacità-impossibilità di Stallone (che si autodirige) di fuoruscire dal ruolo che l’ha iconizzato. Intanto Adriana non c’è più, avendo lasciato questa valle di lacrime. Da analizzare come caso clinico di totale e patologica identificazione tra interprete e personaggio.
Bar Giuseppe di Giulio Base, Rai 3, ore 0:10. Anche su RaiPlay.
Presentato alla Festa del cinema di Roma, poi incappato nella pandemia, adesso riemerso su Rai 3 e RaiPlay. Incredibile film di Giulio Base che ci prova, nientemeno, che a trasportare l’evangelica storia di Giusepe e Maria nell’Italia contemporanea. Lui, Giuseppe, gestore di una stazione di servizio con bar in Puglia, dopo essere rimasto solo per la morte della moglia assume una ragazza venuta dall’Africa. È amore, è matrimonio. Ma lei è incinta, pur dichiarandosi vergine. Mi rendo conto, mentre ne scrivo, di come sia un storia impossibile, al limite dell’improponibile. E alllora onore a Base che ha avuto il coraggio di affrontare l’impresa. Con Ivano Marescotti, Virginia Diop, Mimmo Nocella.
Rosso Istanbul di Ferzan Ozpetek, Rai Movie, ore 0:25. Anche su RaiPlay.
Mordi e fuggi di Dino Risi, Cine34, ore 0:46.
Dimenticatisimo, ma assolutamente da recuperare, Risi del 1974 in cui i toni per lui abituali della commedia trascolorano nel noir e nel dramma. Un Risi atrabiliare, che accentua il grottesco già sperimentato in certi suoi film come L’ombrellone. Mordi e fuggi, se ricordo bene, era uno slogan delle Brigate rosse allora allo stato nascente, qui adottato come titolo di uno strano, ibrido prodotto filmico in cui si affronta tra i molti temi anche il terrorismo politico. Con i suoi co-sceneggiatori Ruggero Maccari e Bernardino Zapponi, il regista del Sorpasso ci immette nel farsi di una rapina in banca da parte di un gruppo di anarchici (il che è un falso storico, i gruppi armati degli anni Settanta venivano da tutt’altro retroterra, diciamo marx-leninista). A scopo, ovviamente, di autofinanziamento. Un industriale farmaceutico e la sua giovane amante hanno la sfortuna di trovarsi in un autogrill sulla strada della banda, verranno presi in ostaggio mentre si scatena la caccia della polizia ai rapitori-rapinatori. Caccia che a sua volta si trasforma in uno spettacolo mediatico, in un guardie-e-ladri in diretta televisiva. Meglio non dire sviluppi e soprattutto conclusione, se non che ci sarà una sosta nella villa di un ex militare che produrrà dinamiche rapitori-rapiti simili a quelle di un classico come Ore disperate. La parte migliore è la corrente comunicativa, fora’anche di simpatia, che si stabilisce – sindrome di Stoccolma? – tra l’industriale e il leader del gruppo. Risi sembra non rendersi conto pienamente – forse per diversa cultura generazionale rispetto ai ribellismi giovani di allora – di star maneggiando una materia esplosiva come il terrorismo, che di lì a non molto diventerà un flagello nazionale. A ripensarlo oggi Mordi e fuggi colpisce per certe intuizioni al limite del presagio, com il circo mediatico intorno alla fuga della banda: prima di Sugarland Express di Spielberg, prima di Quel pomeriggio di un giorno da cani di Lumet. Con Marcello Mastroianni (l’industriale) e uno scatenato Oliver Reed (il capo dei rapitori).
La cena di Ettore Scola, la7, ore 0:55.
La notte dei pipistrelli – Notti di terrore con Bela Lugosi, Rai 3, ore 1:55. Anche su YouTube in VO.
Il primo dei film della notte di Fuori orario dedicata a Bela Lugosi, il più famoso e mai eguagliato Dracula del cinema. In questo Notti di terrore è un chimico che, per vendicarsi dei suoi datori di lavoro colpevoli di averlo sempre ignobilmente sfruttato, alleva una comunità di pipistrelli addestrandoli a colpire gli umani. Anzi, gli umani che usino una lozione da barba da lui inventata. Chiaro che la lozione verrà generosamente regalata a tutti i suoi nemici. Trama folle per questo horror non della massima serie, ma sta lì il suo interesse, del 1940
Barbablù di Edward Dmytrick e Luciano Sacripanti, Cine34, ore 2:18.
Coproduzione internazionale con cospicua partecipazione italiana del 1972 con al centro una star a rischio declino come Richard Burton e un regista, Edward Dmyryk, ormai ai margini del sistema Hollywood. Lo script (cofirmato Dmytryk, Ennio De Concini e Maria Pia Fusco) sposta la leggenda popolare dell’assassino seriale di mogli Barbablù nella Vienna del 1930 su cui si allungano le ombre del nazismo. Anne, la giovane moglie americana, vuol sapere di più dei precedenti amori del consorte, l’indecifrabile barone Sepper. Sarà l’innesco di una stringa di flashback sulle molte donne uccise dall’insospettato aristicratico. Un mostrto, nel film, anche per le sue simpatie hitleriane e l’antisemitismo. Erano anni in cui il nazismo, dopo La caduta degli dei di Visconti, al cinema stava a segnalare dissoluzione morale, catastrofe sociale, decadenza. Cast femmimile pazzesco: Virna Lisi, Marilù Tolo, Raquel Welch, Nathalie Delon.
Missouri di Arthur Penn, Rai Movie, ore 2:20.
“Ma quel era il film intepretato insieme da Marlon Brando e Jack Nicholson?”si chiede e chiede ossessivamente a chi gli sta intorno, senza che nessuno gli dia la risposta, uno dei personaggi del recente Old di M. Night Shyamalan. Ecco, il film è Missouri. Western firmato Arthur Penn con i due mostri a confronto Brando e Nicholson. Molto anni Settanta.Con quella pretesa di allora di demitizzare-decostruire il western e di riportarlo al realismo e alla crudezza della Storia. Missouri non fu il successo sperato, però il duello d’attori è tutto da vedere (vince Brando).
La morte invisibile con Bela Lugosi, Rai 3, ore 3:00. Anche su Youtube in VO.
Il primo dei film, anno 1938, con il detective Wong interpretato da Bela Lugosi. Un  ricco industriale si rivolge a lui per via di certe minacce ricevute. Verrà trovato morto subito dopo.
Bacio mortale con Bela Lugosi, Rai 3, ore 4:10. Anche su Youtube in VO.
Del 1932, è il film più carico di anni dei tre di stanotte con Bela Lugosi. Cinema nel cinema, metacinema (già allora). Mentre si gira a Hollywood la scena di una sparatoria, uno degli attori resta ucciso. Si pensa a un incidente, ma lo sveglio sceneggiatore sospetta l’omicidio. E ha ragione.

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