
Brivido caldo

Ricomincio da tre

La febbre del sabato sera

La grande fuga
Cliccare il link per la recensione di questo blog. I miei consigli: Il collezionista di carte, La grande fuga, Brivido caldo.
L’aldilà! E tu vivrai nel terrore di Lucio Fulci, 1981. Mediaset Italia 2, ore 21:00.
La grande fuga di John Sturges, 1963. Rai Movie, ore 21:10. Durata: 175 minuti. Magnifico prison-movie del 1963. Un gruppo di soldati inglesi e americani detenuti in un campo di prigionia tedesco progettano l’evasione. Finale amaro (oggi farebbe scappare le masse incapaci di sopportare lo smacco, la sconfitta seppur nobile, allora fu invece un successo clamoroso). Steve McQueen salta i reticolati con la moto ed entra nella leggenda. Dirige John Sturges. Epico. Lo amo da sempre alla follia. Un prototipo che verrà copiato e replicato infinite volte, compresa la fuga dei giocattoli dall’asilo-lager di Toy Story 3.
Il collezionista di carte di Paul Schrader, 2021. Iris, ore 21:14.
La febbre del sabato sera di John Badham, 1977. Twenty Seven, ore 21:10.
Ricomincio da tre di Massino Troisi, 1981. Rai 3, ore 21:215.
Titolo proverbiale. Primo film da attore-regista di Troisi, fino a quel momento conosciuto solo per il cabaret televisivo con il suo gruppo La smorfia (lui, Arena e Decaro). Un successo che travolgerà tutto. Gaetano è un quasi-trentenne napoletano afflitto dal solito spleen troisiano, bloccato in un lavoro di fabbrica che non gli piace, che a un certo punto decide di mollare tutto e andarsene su a Firenze da una zia. “Emigrante?”, gli chiedono. “No. E che, un napoletano non può viaggià? deve solo emigrà?”, fa lui, anzi bofonchia lui, in una battuta-tormentone memorabile che ribalta secoli di cliché sul meridionale pezze-al-culo e valigia di cartone. In Toscana le cose si complicano un po’ con la zia, e intanto Gaetano conosce una ragazza. Seguono avventure minime con galleria di vari tipi umani, in un reticolo narrativo che ha il solo scopo di scolpire il personaggio Gaetano-Troisi, ragazzo del Sud per niente solare e assai introflesso. A tutt’oggi, il suo film migliore, il suo manifesto. Il titolo? “E che ricominciare da zero… tre cose mi son riuscite nella vita, da quelle ricomincio”.
Jurassic Park di Steven Spielberg, 1993. Italia 1, ore 21:28.
Uno dei film di maggiore incasso della storia di Hollywood, un colpo di genio di Steven Spielberg che intuisce tutto il potere fascinatorio e di incantamento sull’immaginario (ebbene sì, collettivo) della lontana era dei dinosauri. Inutile raccontare la storia, che è tra le più conosciute al mondo. Film giocattolo nel senso migliore, rifondazione del cinema popolare attraverso il primato degli effetti speciali su ogni altro elemento, plot e attori compresi.
Cenerentola a Parigi di Stanley Donen, 1956. Tv 2000, ore 22:42.
Musical & rom-com del 1956 (titolo originale Funny Face) con la abbastanza incongrua coppia Audrey Hepburn-Fred Astaire, appartenenti a stagioni troppo diverse di Hollywood per far scattare la giusta chemistry. Lei è una timida ragazzina commessa in una libreria assai intellettuale del Greenwich Village nonché appassionata di filosofia (che tempi), lui una star della fotografia di moda, personaggio pare ispirato a Richard Avedon. Succede che a Quality, una specie di Vogue, cerchino un volto fresco che sappia incarnare una nuova e più spigliata idea di bellezza e eleganza ecc. ecc. Provate a indovinare su chi cadrà la scelta. La timida commessa volerà così con il fotografo verso Parigi, spinta anche del desiderio di conoscere un filosofo francese tipo esistenzialista che è il suo mito (che tempi). Naturalmente con il fotografo non saranno solo servizi di moda, ma anche innnamoramento e amore. Si canta e, visto ce c’è Fred Astaire, inevitabilmente si balla. E Audrey canta con la sua voce. Abiti di Hubert de Givenchy, in un soldalizio di stile con l’attrice olandese destinato a durare a lungo e a segnare moda e cinema. Funny Face fu un flop, però venne ributtato in sala con un discreto esito nel 1964 sulla scia del successo di Audrey Hepburn in My Fair Lady (dove lei non canta con la sua voce).
Brivido caldo di Lawrence Kasdan, 1981. La7, ore 23:15.
Libero sempre comunque mai di Alessio Maria Federici, 2025. Rai 3, ore 23:35.
Vita e opere di Libero De Rienzo, uno degli attori che hanno segnato il nostro cinema anni Duemila, prematuramente scomparso a 44 anni. I suoi film e le testimonianze di chi gli è stato vicino e ha lavorato con lui.
Batman. Il ritorno di Tim Burton, 1992. Italia 1, ore 23:51.
Il secondo dei Batman diretti da Tim Burton, quelli con Michael Keaton uomo-pipistrello. Film che mantiene tutte le promesse del primo, affondando il mondo del fumetto originario nelle atmosfere cupe e perverse di una Gotham City architettonicamente ridisegnata sul modello della Metropolis di Fritz Lang e abitata da agghiaccianti mostri di ogni tipo. Se non c’è più l’allarmante Joker di Jack Nicholson della prima puntata, qui si materializza l’altrettanto orripilante e pericoloso Uomo-pinguino di Danny De Vito. C’è anche la Catwoman di Michelle Pfeiffer, all’apice della sua bellezza. Io, che non sono un fan di Tim Burton, trovo che nei suoi Batman, costretto da una storia forte che non gli permette più di tanto di deragliare nelle sue visioni, dia il meglio.