14 FILM stasera in tv/ domenica 19 luglio 2026

Timothée Chalamet in ‘Hot Summer Nights’

Chinatown

Artemisia – Passione estrema

L’erba del vicino è sempre più verde

Chef

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Chef – La ricetta perfetta di Jon Favreau, 2014. Rai Movie,ore 21:10.
King Kong di Peter Jackson, 2005. Canale 20, ore 21:10.
Dr. Knock di Lorraine Levy, 2017. Iris, ore 21:12.
Super 8 di J.J. Abrams, 2011. Rai 4, ore 21:20.
Artemisia – Passsione estrema di Agnès Meriet, 1997. Rai 5, ore 21:24.
Vita, opere e passioni di Artemisia Gentileschi. Che, nella Roma dei Seicento, vuole intraprender tra mille difficoltà e pregiudizi antifemminili la carriera di pittrice, dopo aver imparato il mestiere dal padre Orazio. Soffrirà, realizzerà caolavori, amerà e per quegli amori pagherà. Biopikc in fiorma di mélo spinto. Produzione francese con Valentina Cervi protagonista.
Vi presento Joe Black di Martin Brest, 1998. Rete 4, ore 21:32.
L’erba del vicino è sempre più verde di Stanley Donen, 1960. Tv2000, ore 21:38.
Commedia aguzza diretta da un re del genere come Stanley Donen che mette a confronto nei toni brillanti due culture diverse se non antitetiche, l’inglese e l’americana. Un dispositivo narrativo certo non nuovo al cinema. Un’aristocratica british (Deborah Kerr), assai chic ma ormai spiantata, si innamora di un ricco americano in visita al castello (è Robert Mitchum), al punto da progettare di lasciare il marito (Cary Grant) per lui. Il nobile consorte di lei pensa di sfidare a duello il parvenu rivale, ma non è più tempo. Adotterà allora una strategia di reconquista più sottile con la complicità dell’amica Hattie (Jean Simmons). Diciamo che alla fine si formeranno/riformeranno due coppie: provate a indovinare le combinazioni (non è difficile).
La febbre del sabato sera di John Badhma, 1977. Twenty Seven, ore 22:44.
L’aldilà! E tu vivrai nel terrore di Lucio Fulci, 1981. Mediaset Italia 2, ore 23:09.
Rogue – Il solitario (War) con Jason Statham, 2007. Cielo, ore 23:05.
Action a cavallo tra Oriente e Occidente con due star del genere, Jet Li e Jason Statham. in my humble opinion il migliore in questo (rigoglioso) ramo del cinema di genere. Io me lo guarderei.
Hot Summer Nights di Elijah Bynum con Thimotée Chalamet, 2017. Rai 4, ore 23:07.
Siamo alle origini di Timothée Chalamet. E dunque questo film, benché sconosciutissimo, di sicuro piacerà alle legioni delle sue e dei suoi fan. Esordio della futura superstar di Dune, Chiamiani con il tuo nome e Marty Supreme in un racconto di formazione e teen drama però parecchio torbido e ambiguo. Dopo la morte del padre il disagiato Daniel viene mandato a Cape Cod dalla zia: conoscerà lo spacciatore Hunter e, affascinato da lui (innamorato?), finirà nel losco giro dei pusher. Seguirano fattacci terribili che è meglio non dire e che precipiteranno la narrazione in pieno neo-noir.
Hysteria di Tanya Wexler, 2011. La7 Cinema, ore 23:10.
Forse un filo sopravvalutato ma comunque godibile, questo film di Tanya Wexler che si inoltra nel mondo vittoriano e scava in quella che allora veniva chiamata isteria femminile (di lì a poco Freud avrebbe detto qualcosa di definitivo al riguardo). Hysteria ci fa conoscere un dottore che ha la l’idea di curare la suddetta patologia (o disturbo) con uno stimolatore sessuale destinato a diventare il prototipo di ogni successivo vibratore.
La città gioca d’azzardo di Sergio Martino, 1974. Cine34, ore 1:00.
Chinatown di Roman Polanski, 1974. Rai Movie, ore 1:00.
Finalmente, anche se a ora tarda, un capolavoro. Ecco quanto ne scrissi quanto fu proiettato sul megaschermo del festival di Locarnonell’agosto 2017. “Ecco che parte Chinatown, in una copia smagliante, in originale, e quello schermo oltremisura ne moltiplica l’intensità e l’impatto, mostra la perfezione della messinscena di Roman Polanski, enfatizza il body language di Jack Nicholson e Faye Dunaway a comunicarci ciò che la parola non può dire. Difatti questo è cinema dell’indicibile e sull’indicibile. Chatrian ci ha fatto sapere che è uno dei suoi film preferiti di sempre, e come si fa a non dargli ragione? Anch’io ne sono rimasto stregato, fin da quando lo vidi la prima volta. Stasera ho capito che non è il solito noir alla Chandler, con il solito private-eye simil bogartiano. Questo è un film europeo, mitteleuropeo, in cui sentiamo l’odore del male, ne percepiamo il tocco, la presenza, la fisicità. Questo è un film di notti e di ombre e di buio, dove il male, implacabilmente, alla fine trionfa. Non c’è riscatto, non c’è redenzione, non c’è nemmeno punizione. Solo Polanski, il bambino cresciuto sull’orlo dell’abisso Europa, poteva girare in America un film così, e girarlo in quel modo. Con un finale che oggi sarebbe, semplicemente, iconcepibile. Si termina che è quasi l’una, e la gente rabbrividisce, e applaude. Quel finale, mio Dio, con quella battuta: Che ci vuoi fare, Jake, è Chinatown”.

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